Come nasce il rapporto tra uno scrittore fantasma e la persona che ha una storia da raccontare? Lo rivelo in questo dialogo semiserio tra il ghost writer e un narratore in pectore.

Il primo contatto di solito è telefonico, qualche volta via Skype. Il segnale, lo squillo del cellulare, arriva di preferenza la mattina, sul presto.

12417571_1139978542699689_2211573523555997306_n«Buongiorno, lei può scrivere un libro per me?»
«Dipende. Lei che libro vuole scrivere?»
«La mia è una storia particolare, unica. La scriverei io, ma non ho tempo.»
«Di cosa si tratta?»
«Dovrei raccontargliela adesso?»
«Io sono uno scrittore fantasma, non un indovino.»
«Che c’entra. Prima voglio sapere con che fantasma ho a che fare!»
«L’accontento subito: sono un fantasma nostrano e abito in un condominio.»
«Perché ha scelto di fare lo scrittore ombra? Oggi tutti vogliono comparire.»
«Sono una “cacciatrice di storie” e sono curiosa. Amo condividere il mio tempo con persone interessanti, ascoltare, imparare cose nuove, confrontarmi. Scrivere è la mia passione. Mi piace essere uno scrittore ombra, depositario di segreti talvolta perfino inconfessabili che porterò con me nella tomba, il più tardi possibile,  s’intende. Intanto faccio il fantasma impiegato come scrittore su commissione. Le basta?»
«Insomma, lo scrittore su commissione è un fantasma ficcanaso che conosce il mestiere dello scrittore?»
«Detto così suona un po’ strano. Il mio è un mestiere bellissimo.»
«Io devo scrivere una biografia, la mia storia coinvolge altre persone. Non vorrei che, leggendo il libro, si riconoscessero. Sarebbe imbarazzante.»
«Lo scrittore fantasma è discreto per natura. In casi come il suo occorre studiare un’autobiografia romanzata che, nel rispetto della sostanza dei fatti da narrare, sviluppi la trama con personaggi caratterizzati in modo da renderli irriconoscibili, quando occorre.»
«Tutto ciò che le racconterò resterà tra noi? Concorderemo prima quello che potrà essere raccontato nel libro e quello che resterà riservato?»
«Tutto ciò che sta tra me e i miei narratori è riservato, non posso neppure rivelare la loro identità senza un espresso consenso e tanto meno ciò che mi raccontano. Qui userò la formula del giuramento del ghost writer: sono vincolata al segreto, non rivelerò nulla dei miei narratori neppure sotto tortura.»
«Va bene, mi ha convinto. Vorrei conoscerla.»
«Anch’io! Dobbiamo capire se tra noi c’è feeling, altrimenti niente libro.»
«Cosa intende dire?»
«Scrivere un libro a quattro mani è un lavoro impegnativo sia per lo scrittore fantasma sia per colui che narra la storia. Se il rapporto tra il narratore e il ghost writer funziona, tra i due nasce una relazione intima e coinvolgente. Il narratore racconta liberamente, il ghost non deve mai dare giudizi né avere paura di fare domande scomode. L’onestà della narrazione è fondamentale per la riuscita del progetto di scrittura. Intorno a tutto ciò c’è, da parte dello scrittore ombra, un attento lavoro di documentazione e di approfondimento dei temi da sviluppare. È essenziale anche saper cogliere lo stile di scrittura più adatto a ciascun narratore. Chi racconta la storia dovrà potersi riconoscere nel libro scritto dal ghost writer, dovrà sentirlo come una cosa sua. Questo è l’obiettivo finale.»
«È un lavoro davvero complesso, non ne avevo idea.»
«Se la sente d’imbarcarsi in quest’avventura?»
«Ora più che mai sono deciso a scrivere con lei il libro della mia vita. Voglio conoscerla.»
«Va bene. Non le resta che fissare un appuntamento al buio con me, il suo scrittore fantasma.»

Il tuo Ghost Writer di recente ha pubblicato:

My last year in New York, romanzo di Annalisa Menin e Susanna De Ciechi, 2017 – traduzione di Alastair McEwen

La bambina con il fucile, autore Susanna De Ciechi, 2016

Il paese dei tarocchi, romanzo collettivo, autori Susanna De Ciechi con Gli Spiumati, 2016

La regola dell’eccesso, autori Renato Tormenta e Susanna De Ciechi, 2015

Tessa e basta, autori Tessa Krevic e Susanna De Ciechi, 2015.

Share: