Professione Ghost Writer: a caccia di ricordi

Scritture&Scrittori By Ottobre 24, 2014 No Comments

“È un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa”. Henri Cartier-Bresson

Io-e-papa-webLe vecchie fotografie aiutano a riandare indietro nel tempo e sono un aiuto prezioso per coloro che vogliono ricostruire il percorso di una vita. Tuttavia una fotografia non sostituisce un ricordo né serve a dargli precisione, piuttosto suggerisce un’idea di ciò che è stato, è uno spaccato sul passato all’interno della chiave di lettura che ne possiamo dare nel momento in cui ci passa per le mani. L’immagine evoca altre cose: voci, odori, sapori, emozioni e desideri. Solo allora quando immaginazione e perfino invenzione l’arricchiscono, assume la consistenza del ricordo. In quel preciso momento dobbiamo fare attenzione a quella particolare cosa, forse un fatto insignificante, un’istantanea apparentemente priva di senso che all’improvviso prende vita ed evidenza dentro di noi. Da lì dobbiamo partire, da quel dettaglio che affiora, a prima vista banale e tuttavia tenace, che per noi ha un significato o comunque è il capo di un filo che dobbiamo afferrare per dipanare i nostri ricordi più veri, davvero importanti per noi.

 

 

 

 

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Le figlie perdute della Cina di Xinran

Biografie By Ottobre 20, 2014 No Comments

20 ottobre 2014

figliepercinagrande-webTestimonianza, denuncia e riscatto, questi sono i temi affrontati in Le figlie perdute della Cina (Longanesi) scritto da Xinran, giornalista e scrittrice nata a Pechino che dl 1997 vive a Londra. Il libro racconta il fenomeno dell’abbandono delle bambine appena nate in Cina, una pratica diffusa, e non solo nelle zone rurali, complici le ristrettezze economiche e una legge sulla pianificazione delle nascite che per anni ha imposto a ogni famiglia un figlio solo. Alle bambine più fortunate il destino ha riservato l’accoglienza di una famiglia adottiva in un paese occidentale. Per molte altre nascere femmina ha significato essere brutalmente uccise appena venute al mondo.
Grazie a un lavoro di ricerca e di inchiesta durato anni, Xinran dà finalmente voce al silenzioso dolore delle donne cinesi – contadine, studentesse, impiegate – che hanno abbandonato le proprie neonate sulla via di una città, fuori da un ospedale o da un orfanotrofio o sulla banchina di una stazione, offrendoci uno spaccato della Cina per molti aspetti inedito, e al tempo stesso narrandoci una storia fatta di drammi e di speranze ritrovate, una storia capace di lasciare il segno.

 

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