Dopo la baraonda di questi mesi (trovate la cronaca qui, qui e qui), è finalmente arrivato il momento del “Sì”. Beh, è stato magico, uno dei matrimoni più coinvolgenti cui io abbia assistito forse perché gli Sposi, una coppia collaudata, hanno affrontato questo passo con una gioia autentica e profonda. Di loro non dirò molto, per riservatezza.

Invece, per le tre damigelle è altra storia: c’è da dire e da mostrare. ghostwriter
Il giorno delle nozze la Mora, la Bionda e la Rossa emanavano un’aura speciale sigillata dai fascinator creati da It’s Milly per l’occasione. Durante il percorso in auto per raggiungere il luogo dove si sarebbero svolti la cerimonia e il ricevimento, l’aria condizionata a manetta le ha preservate dall’assumere l’aspetto di tre bignè andati a male; così sono arrivate a destinazione congelate, ma con trucco e parrucco perfetti. Vabbè, la Rossa è atterrata dall’auto su un prato all’inglese un po’ molle per i recenti temporali e i suoi tacchi di vernice rosa cipria sono stati risucchiati nel terreno insidioso quanto le sabbie mobili; ci sono voluti due baldi giovani per disincastrarla e portarla in salvo sui ciotoli, ma se l’è cavata e le scarpe non hanno riportato danni.

La giornata, calda e ventilata, era perfetta così come l’aveva commissionata il wedding planner. Le tre damigelle hanno iniziato a passeggiare nel verde, mescolandosi agli altri ospiti e fremendo sul filo di un’agitazione che le univa tutte, nell’attesa dell’apparizione della Sposa.

La Sposa, ancora più bella del solito nella tensione del momento, era splendente nell’abito bianco con un piccolo strascico in cui per ben due volte si sono impigliati i tacchi della Rossa, per fortuna a cerimonia conclusa ma comunque prima dell’inizio dei festeggiamenti.

Le parole di rito dell’officiante, le formule recitate dallo Sposo e scandite dalle pause della Sposa, imbozzolata da una gioiosa emozione, le letture degli amici, la musica di sottofondo che scivolava sul rumore dell’acqua e lo stormire delle foglie, hanno portato i pensieri delle tre amiche indietro nel tempo. O avanti, in un futuro possibile, desiderato o magari no. A questo proposito bisognerebbe farsi dire di più dalla Mora; lei, interrogata nel merito mantiene sempre un’imperscrutabile espressione da Monna Lisa.

A un certo punto è arrivato il momento in cui la Bionda doveva leggere una sua poesia (la trovate qui Ogni giorno, è bellissima), a chiusura delle letture scelte dagli Sposi per la cerimonia. Era pronta e “quasi” sicura di sé, forte delle lezioni di recitazione cui si era sottoposta per la circostanza. Ha lasciato il suo posto lanciando una ultima occhiata complice alla Mora, concentrata in un’espressione languida, e alla Rossa che sogghignava, la carogna. Superati gli Sposi si è messa di fianco all’officiante che le ha passato il microfono; lei lo ha portato all’altezza dell’incrocio della scollatura, nel punto dove sicuramente non le sarebbe servito per amplificare la voce. Ha iniziato a leggere pianissimo, con la platea concentrata per cercare di captare le sue parole sovrastate dal tum, tum del suo cuore che rimbombava nell’altoparlante e, sull’onda dell’ultimo verso, ha sorriso sollevata prima di tornare a ricomporre il trio delle damigelle. Di lì a poco l’officiante ha pronunciato la frase di rito:

“… e vi dichiaro marito e moglie”.

Con il bacio degli sposi, condito dall’eccitazione degli amici che hanno fatto da corollario al momento culminante di questa bella storia d’amore, anche il destino delle damigelle si è compiuto. Mentre tutti applaudivano la coppia di novelli “inseparabili”, la Rossa spiava il luccicare rugiadoso sulle ciglia della Bionda e la ruga misteriosa sulla fronte della Bruna, intanto la tensione si stemperava per poi dissolversi e sono iniziati i baci e gli abbracci, le battute e le risate mentre i fotografi continuavano a riprendere e scattare.

ghostwriterLa Rossa ha un buco temporale nel suo personale album di fotografie e un po’ la rode di non avere immortalato la grazia dei suoi anni migliori. Per questo, appena ne ha l’occasione, si piazza davanti all’obbiettivo, quasi a voler recuperare quella carenza di immagini che non potrà mai più colmare. Dopo le congratulazioni agli Sposi si è impadronita di Minuscola, la loro pelosina. L’ha chiusa in un abbraccio amorevole, tra l’altro il pelo riccioluto della canina è marron glacé, in perfetta nuance con il rosa cipria della mise indossata dalla Rossa che, grazie alla piccoletta, è stata oggetto di innumerevoli scatti e avrà una posizione di rilievo nell’album nuziale.
Gli ospiti hanno iniziato a sciamare nel verde, prendendo posto tra i tavolini collocati a bordo d’acqua mentre i rami degli alberi secolari si accendevano di piccole luci che più tardi avrebbero fatto a gara con le stelle. Le damigelle hanno trovato ristoro alla tortura dei tacchi su una panchina, impegnate nel rito dell’aperitivo. Pensieri e parole, come a dire Battisti&Mogol, si sono intrecciati tra uno spritz, un prosecco e un cocktail di frutta fino al taglio della torta nuziale.

Grazie, Amici Sposi! In questi mesi di preparativi, scherzi, pensieri dolci, il vostro amore ci ha fatto rivivere i nostri. Siamo state bene e vi auguriamo ogni bene. Vi abbracciamo forte.

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Parte 1 – #SceneDaMatrimonio: le damigelle e il regalo per gli Sposi.
Parte 2 – #SceneDaMatrimonio: l’arte di gonfiare i palloncini
Parte 3 – #SceneDaMatrimonio: e in testa? Un It’s Milly, what else?

 

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