Da mesi partecipo ai preparativi a latere per il matrimonio di una coppia di cari amici, due “Felici” nonostante i tempi e le difficoltà della vita; l’annuncio era arrivato inaspettato a dicembre (ne avevo parlato qui). Da quel momento entro ed esco dalla loro scia luminosa e questo mi fa stare bene ed è anche divertente. Infatti condivido l’avventura con due amiche, mie e della coppia. Noi tre, la Bionda, la Bruna e la Rossa (sono io), siamo state invitate alla cerimonia con i rispettivi compagni e subito abbiamo dato il via ai preparativi. Tralascio la parte relativa alla scelta degli abiti e degli accessori, non ancora del tutto conclusa, dico solo che all’inizio mi ero messa in testa che noi dovessimo fare da damigelle, una sorta di trio stagionato in stile americano, e avevo pensato ad alcune proposte piuttosto bizzarre. La Bionda, la più razionale, ha messo un freno alle mie follie e siamo rientrate nei ranghi, ma fino all’ultimo non è detto, almeno per quanto mi riguarda. Manca ancora un po’ al giorno del Sì.

La ricerca del regalo è stata un’odissea. Ci siamo confrontate, abbiamo discusso, abbiamo trascorso diversi pomeriggi trascinandoci da un negozio all’altro alla ricerca di quello giusto. La Bionda è sempre stata sul pezzo, del resto è quella con le idee più chiare, la Bruna, trasognata, volonterosa ma incerta, diceva la sua con tono poco convinto. La Rossa, che poi sono io, era goduta di potersi concedere una pausa leggera, ore in buona compagnia che scaldano il cuore, con l’obiettivo di fare felice un’altra amica, la Sposa.
Abbiamo scarpinato nelle vie del centro, abbiamo incontrato commessi cui abbiamo assegnato l’Oscar dell’antipatia, il direttore di uno show room cui va il nostro plauso per la bella lezione di storia del design che ci ha concesso, con tanto di visita guidata tra oggetti che ci facevano luccicare gli occhi mentre la bocca restava spalancata in un Ohhh stupito che solo da bambine… In un negozio di Monte Napoleone una commessa elegantissima ci ha chiuse in un ascensore di cristallo, noi tre in mezzo ad altri clienti dall’aria esotica che, loro sì, chissà cosa avranno acquistato. Anche lì abbiamo fatto un’esperienza singolare e ognuna di noi aveva la propria idea sulla valutazione dell’oggetto che ci proponevano. Siamo passate dal “Elegantissimo, lo terranno in soggiorno”, la Bionda, al “Un bell’oggetto. Sì, ci sta come regalo di matrimonio”, la Bruna, per finire al “Lo regalassero a me lo metterei in bagno” della Rossa. Inutile dire che abbiamo fatto una scelta diversa, tuttavia proprio quella volta, mentre avanzavamo in fila indiana sul marciapiede più fashion di Milano, è saltata fuori l’idea di creare un biglietto particolare per accompagnare il dono.
«Visto che fatichiamo a scegliere il regalo, intanto studiamo come presentarlo in modo speciale.» La Rossa guidava la cordata e parlava guardando di sguincio le amiche dietro di lei mentre sbatteva noncurante contro gli altri passanti.
«Sarebbe a dire?» La Bionda ha messo su il sopracciglio ad arco, la Bruna uno sguardo perso.
«Sarebbe a dire che siamo donne di penna e di pennelli, pensiamo a qualcosa di bello da scrivere per gli sposi, qualcosa di personale accompagnato da un dipinto unico che simboleggi l’amore, il matrimonio e anche l’amicizia che lega noi ragazze».
«E chi fa cosa?» La Bionda è troppo precisa, a volte.
«Beh, tu scrivi, la Bruna è la pittrice, io vi assisto e firmo. Del resto ho avuto l’idea» ha concluso la Rossa.
Arrivare al biglietto finito è stato un parto, il dipinto della Bruna è magnifico, ha saputo cogliere lo spirito dell’impresa; la Bionda ha interpretato il comune sentire e ha persino proposto una selezione di inchiostri diversi da usare per vergare il testo del biglietto. Sono certa che la Sposa lascerà l’opera a qualche Museo e magari verrà battuta all’asta come un reperto preziosissimo della nostra epoca, ovviamente tra cent’anni.

Sì, dopo tanto scarpinare e dopo settimane di consultazioni, il regalo lo abbiamo trovato, bellissimo anche nella confezione. A questo punto abbiamo deciso di organizzare una cena in un locale carino con la scusa di festeggiare l’inizio dell’estate, in realtà sarebbe stata l’occasione per consegnare il regalo agli sposi.

La cena c’è stata ieri sera e… Ehi, ma questa storia sta diventando lunga! Mi sa che finisco qui la prima puntata. Restate lì, che torno presto con il seguito. Ciao!

P.S. L’immagine l’ho presa dal web, non siamo noi, la Bionda, la Mora e la Rossa, ma in fondo in fondo, una certa somiglianza c’è. Fidatevi!

Parte 2 – #SceneDaMatrimonio: l’arte di gonfiare i palloncini

 

 

 

 

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