Scrivere di sé è ambizione di molti, ma a cosa serve? Rivivere la propria vita, o alcuni episodi di essa, trasferirla sulle pagine di un quaderno o in un file di word, significa consegnarsi al potere della scrittura, per svelare e chiarire, anche a se stessi, la struttura della propria identità in una forma nuova.  È un ottimo modo per scandagliare liberamente il rapporto che si ha con il tempo trascorso, con ciò che in esso è accaduto, per fare i conti con il proprio passato. È un lavoro che richiede, costanza, determinazione e coraggio perché rivivere con onestà certi episodi della vita è doloroso. Tuttavia è anche un mezzo efficace per rinascere e guardare al futuro con uno spirito diverso; è un’esperienza da fare a patto di disporre degli strumenti indispensabili per affrontarla in modo proficuo. Questo vale sia quando il progetto autobiografico è destinata a restare patrimonio privato di chi scrive o comunque di un pubblico assai ristretto, fatto di parenti e amici, sia se si ha l’obiettivo di mettere a disposizione il risultato del proprio lavoro per la fruizione da parte di un pubblico più ampio.  Per articolare un progetto di scrittura di sé aderente al proprio modo di sentire, ci vuole metodo. La scrittura non ammette improvvisazione.
Ricordo e scrivo è il primo laboratorio che mette in campo il punto di vista della scrittrice/ghostwriter e quello della psicoterapeuta con l’obiettivo di offrire ai partecipanti gli elementi di base per scrivere di sé, regolando le emozioni attraverso un percorso autobiografico consapevole e appagante, alimentato dalle “cose della memoria”. Meglio si è in grado di raccontare, più facile sarà comprendere il filo della storia e i significati profondi che si celano all’interno di essa. Chiunque può frequentare il laboratorio, non è richiesto di essere esperti di scrittura, ma si deve essere motivati a una migliore conoscenza di sé e della propria storia attraverso la scrittura.
Scrivere di sé oggi rappresenta una tentazione letteraria avvertita da molti scrittori, di recente ne ha parlato anche Giacomo Papi su Il Post, ed è naturale che la stessa tentazione possa cogliere chiunque senta di essere arrivato al punto della vita in cui ritiene opportuno fare un bilancio. Il racconto autobiografico è un percorso che attraversa un paesaggio composto dai ricordi di ciò che abbiamo vissuto; per alcuni imboccare questa strada è perfino una necessità prepotente. E allora, scriviamo! La scrittura concede tempo alla riflessione e permette di plasmare il testo per dare perfezione alla memoria, tuttavia per assicurare il godimento della storia, occorre una chiarezza espressiva che consenta al narratore di riconoscersi nel testo scritto. Un aspetto, questo, per niente scontato.

“Nei ricordi di ogni uomo ci sono certe cose che egli non svela a tutti, ma forse soltanto agli amici. Ce ne sono altre che non svelerà neppure agli amici, ma forse solo a se stesso, e comunque in gran segreto. Ma ve ne sono infine, di quelle che l’uomo ha paura di svelare perfino a se stesso, e ogni uomo perbene accumula parecchie cose del genere”.

(F. Dostoevskij)

scrittura terapeutica

 

Ricordo e scrivo: 11-18-25 settembre e 2 -9 ottobre 2017 – h.18/20  c/o Apriti Cielo! Via Spallanzani, 16 Milano
Per info e per la richiesta di ammissione al laboratorio, scrivi a ricordoescrivolab@gmail.com motivando la tua richiesta di partecipazione.

Share: