Professione Ghost Writer: Andrew Crofts intervistato da Repubblica

Scritture&Scrittori By agosto 12, 2014 No Comments

index-Andrew-Crofts-webAndrew Crofts, 61 anni, forse il più grande ghost writer al mondo, quasi sicuramente il più pagato, si racconta oggi su Repubblica in un’intervista di Antonello Guerrera che definisce lo scrittore inglese come “uno scrittore fantasma produttore seriale di opere di successo che poi cede… . I suoi clienti sono vip, romanzieri soffocati dal tempo e nebbiosi sconosciuti”. Crofts spiega molto bene lo spirito che anima questo lavoro. Quando Il ghost writer raccoglie la storia di una persona, per scriverla deve assumere il punto di vista e il modo di sentire del narratore, condividere pensieri ed emozioni. Un lavoro intrigante ma faticoso il cui impegno va ben oltre la capacità di scrittura. Per quanto mi riguarda, scrivere è un’attività artigianale che nel mio caso è arricchita dalla relazione che, come ghost writer, sviluppo con la persona per cui scrivo, che sceglie di condividere con me la sua storia. Spesso mi capita di incontrare narratori (è così che mi piace definire i miei clienti) con storie straordinarie che trasformo in scrittura costruendo un’architettura capace di contenere azioni, pensieri ed emozioni di persone diverse. È molto complicato, ma di grande soddisfazione. Se tutto funziona a dovere, se chi racconta lo fa con onestà, il risultato non è solo un testo scritto bene, ma la condivisione di un’esperienza nuova, il rapporto tra il narratore e il ghost writer, che comunque rappresenterà un capitolo speciale nella vita di ciascuno dei due.

http://www.repubblica.it/cultura/2014/08/12/news/crofts_sono_il_re_dei_bestseller_ma_rimango_un_fantasma-93605518/

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Libri in strada: Pianissimo resta in panne

Scritture&Scrittori By agosto 5, 2014 No Comments

leggiu_panne-618x390-wePianissimo è una libreria itinerante, un progetto di promozione della lettura in Sicilia che si muove, o meglio si muoveva, su un vecchio furgone, Leggiu, fermandosi spesso a parlare di libri e incontrare persone. Ora, dopo quattro tour il furgone si è arreso al peso degli anni e dei chilometri. Questo non è certo il primo ostacolo che incontra Pianissimo, infatti, Leggiu era stato rubato ai tempi del tour di Milano e sembrava tutto perduto; stavolta si è fermato definitivamente. In futuro ci sarà un altro mezzo, ma gli organizzatori della bella iniziativa hanno bisogno di tempo per porre rimedio al danno e per pensare a una svolta ecologica del progetto, con un mezzo che rispetti l’ambiente.

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Cigni selvatici. Tre figlie della Cina di Jung Chang

Biografie By agosto 3, 2014 No Comments

3 agosto 2014

index webÈ del 1991 Cigni selvatici. Tre figlie della Cina di Jung Chang e narra l’epopea di tre donne, l’autrice, sua madre e la nonna attraverso un secolo di storia cinese denso di avvenimenti, tra guerre, rivoluzioni, sconvolgimenti sociali e speranze. Dal 1909, quando nasce la nonna di Jung Chang e la Cina è ancora una società feudale, al 1932, che vede, sotto l’occupazione giapponese, la nascita della madre, fino agli anni ’60 quando tocca a Jung Chang il compito di vivere, riflettere e sopportare la realtà del Paese. L’autrice, nata nel 1952 a Yibin, nella provincia cinese del Sichuan, ha lasciato la Cina nel 1978 per andare in Inghilterra dove, prima tra le studentesse della Repubblica Popolare Cinese, ha conseguito un dottorato. Cigni Selvatici, in Italia edito da Longanesi, è stato la sua prima opera tradotto in seguito in ventisei lingue e insignita di prestigiosi premi letterari internazionali .

 

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Professione Ghost Writer: l’arte di ascoltare

Scritture&Scrittori By agosto 2, 2014 No Comments
ascolto-conchiglia-webIn un articolo di Stefano Bartezzaghi uscito oggi su Repubblica, l’autore pone l’attenzione sulle difficoltà che incontriamo nel farci ascoltare e sottolinea come la concentrazione dell’interlocutore si sia dimezzata dagli anni Ottanta a oggi. La tesi è supportata da alcuni recenti studi tuttavia, senza bisogno di scomodare gli esperti, ciascuno di noi può verificare quanto poche sono le persone intorno a noi dotate di una buona capacità d’ascolto e ancora più disposte ad applicarla nei nostri confronti in un contesto in cui le distrazioni di tutti i tipi non mancano, dal segnale dell’ennesimo sms in arrivo sul cellulare alla solitudine mimetizzata dei social network. Bartezzaghi affronta un orizzonte ampio della capacità d’ascolto collegata alla capacità oratoria messa in campo anche in pubblico. L’articolo è molto interessante e ne consiglio la lettura. Il mio lavoro è basato sulla scrittura tanto quanto sulla capacità d’ascolto. Ascolto delle parole, attenzione alle espressioni, ai gesti, ai suoni intesi come sospiri, silenzi, risate e anche singhiozzi. Rispetto dei tempi di ciascuno. La condivisione delle storie di altri a volte è divertente, altre molto dolorosa e passa sempre attraverso un ascolto partecipato: ricevo il racconto, utilizzo una mimica minima per far capire che apprezzo quanto mi viene detto e applico il massimo della concentrazione, faccio qualche domanda. A partire da Plutarco, sono in tanti ad avere affrontato in modo autorevole il tema dell’ascolto nelle sue tante sfaccettature. Qui voglio ricordare Alda Merini.

Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle, sentire gli odori delle cose, catturarne l’anima. Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo. Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore. Alda Merini

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Il senso di una storia: Il sogno di Omero, il docu-film che racconta i sogni di chi non vede

Scritture&Scrittori By luglio 30, 2014 No Comments

20140618021613-braille-webIl sogno di Omero è il titolo del film documentario che, attingendo ai diari di cinque ragazzi ciechi, racconta, portandoli in scena, le loro storie oniriche. Omero, che per la leggenda è cieco dalla nascita, è il primo uomo che scrive e racconta di sogni. Nel Sogno di Omero l’impianto narrativo si snoda attraverso cinque vite come fossero i capitoli di un unico libro. Il motore del documentario sono i diari orali che ognuno dei personaggi ha registrato negli anni e rappresentano il punto di partenza del viaggio nell’immaginario dei loro sogni, per Emiliano Aiello la guida nella scrittura del film. La struttura narrativa del documentario, ispirata all’Odissea, sarà un lungo viaggio di uno dei protagonisti, Gabriel, per ritornare a casa, attraverso i suoi sogni e quelli degli altri personaggi che di volta in volta rappresenteranno le figure cardine dell’epopea omerica. Emiliano Aiello, regista romano, porta avanti il progetto del film Il sogno di Omero da molti anni. Nelle sue intenzioni c’è sempre stata la volontà di realizzare un film che narrasse la vita dei ciechi da una prospettiva inedita: non la quotidianità, ma qualcosa di più intimo come solo i sogni possono essere. Questa impostazione, audace e poetica, ha creato non poche difficoltà durante lo sviluppo del film e durante il suo percorso di finanziamento. «Infatti – spiega Aiello – non è una semplice documentazione dell’attività onirica dei ciechi, ma è la messa in immagine delle loro visioni, la rappresentazione visiva delle loro percezioni e della loro immaginazione. Grazie al supporto del Centro Produzioni Audiovisivi dell’Università Roma Tre che ha da subito creduto nel progetto e all’investimento della piccola società di produzione Tfilm, le riprese hanno finalmente avuto inizio. Questa prima fase è servita soprattutto a mettere alla prova le potenzialità del progetto e la sua fattibilità. Il risultato è stato sorprendente e ci ha spinto a continuare e a perseguire nello stile e nella struttura onirica del documentario».  Ora a sostegno della produzione è stato lanciato un crowdfunding per raggiungere i diecimila euro necessari a coprire le spese per girare il film.
«Allo stato attuale siamo riusciti a realizzare il 15% del materiale filmato necessario, e per andare avanti abbiamo scelto di supportare il finanziamento del progetto attraverso Indiegogo: solo così crediamo di poter essere liberi nell’elaborazione artistica dei sogni dei protagonisti, rispettando i loro tempi e rappresentando al meglio i luoghi immaginari che descrivono. L’intervento in questa fase di un co-produttore televisivo o di un distributore, infatti, significherebbe un ridimensionamento della scelta artistica dell’autore, e rischierebbe di vanificare lunghi anni di ricerche. Il nostro obiettivo è arrivare a presentare IL SOGNO DI OMERO ai canali televisivi italiani e stranieri con una prima versione del montato, sia per poter mostrare in modo chiaro l’idea, il linguaggio e la struttura del documentario, sia per poter difendere il suo approccio poetico fino in fondo. Il budget richiesto su Indiegogo servirà quindi a completare le riprese».

Per info: www.indiegogo.com

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