Salinger – La guerra privata di uno scrittore di David Shields, Shane Salerno

Scritture&Scrittori By maggio 10, 2014 No Comments

sALINGER-WEBNegli ultimi cinquant’anni l’inafferrabile autore de Il giovane Holden è stato oggetto di ogni sorta di congettura, pettegolezzo, illazione e di una serie di discutibili tentativi di biografia. Ma, a causa della segretezza con cui ha vissuto circa metà della sua vita, il complesso e contraddittorio essere umano che si nasconde dietro il mito di J.D. Salinger è rimasto un enigma. Fino ad oggi. Dalla partecipazione alla Seconda Guerra Mondiale sul Fronte all’incontro con Hemingway, dalle estati a Daytona Beach alla prima fascinazione per il mondo degli adolescenti, dal riconoscimento da parte del New Yorker alla pubblicazione del suo unico romanzo, dalla storia d’amore con l’attrice Oona O’Neill (poi sposatasi con Charlie Chaplin) fino al ritiro dalla vita sociale a cui costrinse se stesso e la sua intera famiglia, questo volume, edito da ISBN, – frutto di otto anni di ricerche e interviste – racconta la vita di uno scrittore attraverso le testimonianze di oltre duecento persone legate a lui da ogni tipo di rapporto: ex commilitoni, compagni di classe, amanti, figli, amici intimi, editori, colleghi, stalker, ma anche personaggi noti, tra cui Billy Wilder, Gore Vidal, Edward Norton, Tom Wolfe e tanti altri. David Shields e Shane Salerno hanno unito questo archivio infinito di contributi a una collezione di fotografi e, lettere, diari, documenti e stralci di racconti rimasti finora inediti, dando vita a una biografia orale, un incredibile puzzle di voci che abbatte il muro di mistero che Salinger aveva meticolosamente costruito attorno a sé a partire dal 1965, anno in cui si trasferì nella campagna del New Hampshire per chiudersi in un isolamento che in pochi sono riusciti a scalfi re per estorcere un’intervista o un consiglio di vita. Il risultato è un appassionante thriller letterario, e il ritratto definitivo di una delle più affascinanti figure del Ventesimo secolo. Da quest’opera è stato tratto un documentario, Salinger (il mistero del Giovane Holden) distribuito da Feltrinelli Editore e Nexo Digital che sarà nelle sale italiane, solo per un giorno, martedì 20 maggio.

Share:

Ricordi&Memorie: Mark Twain, Autobiografia da pubblicare cent’anni dopo la morte secondo la volontà dell’autore

Scritture&Scrittori By maggio 5, 2014 No Comments

Mark-Twain-web“Ce l’ho fatta! Non sai che divertimento ti perdi finché non ti metti a dettare la tua autobiografia… e quanto somiglia al parlato, quanto sembra reale, quanto scorre bene…e che freschezza che ha, di rugiada, brezza e legno”. Così scriveva Mark Twain nel 1904 in una lettera a un amico, per comunicargli trionfante di aver trovato la formula giusta per raccontare la sua vita. Dopo trentacinque anni di false partenze e una montagna di scartafacci cestinati, ecco l’intuizione giusta: dettare le proprie memorie invece di scriverle – il “parlato” gli garantiva una fluidità del racconto incomparabile con “qualsiasi imitazione se ne possa fare con la penna”. Detto fatto, nel gennaio del 1906 comincia le dettature giornaliere e tre anni dopo l’opera è compiuta, ma… c’era un ma: bisognava aspettare cent’anni dopo la sua morte. “Un libro destinato a essere pubblicato un secolo dopo dà allo scrittore una libertà altrimenti impossibile”. Da se stesso al padreterno, l’ironia di Twain non risparmia nessuno e ci regala oggi l’ennesimo capolavoro. Un corpo a corpo, durato quasi quarant’anni: questo è stato il rapporto tra Twain e la sua autobiografia. Risale infatti al 1870 la prima decisione di mettere nero su bianco la sua vita. Proposito naufragato nel giro di qualche infruttuoso tentativo. Da allora fino al 1905, quel tarlo portò Twain ad accumulare una quarantina di false partenze finché all’alba del gennaio 1906, ecco la svolta: Twain cominciò a dettare a una stenografa quella che finirà per approvare come la sua definitiva autobiografia. Tre anni più tardi, dopo 250 dettature e oltre mezzo milione di parole, l’opera poteva dirsi compiuta, ma a una condizione: la pubblicazione sarebbe avvenuta solo cent’anni dopo la sua morte. “Scrivere un libro destinato alla pubblicazione un secolo dopo consente una libertà senza pari. Solo così puoi parlare apertamente di chiunque, senza timore di ferire i suoi sentimenti, né quelli dei figli o dei nipoti”. Questo fu il mandato di Twain, e trascorso il secolo da lui preordinato, ecco che finalmente nel 2010 la University of California Press ha dato alle stampe l’unica autentica autobiografia, così come concepita dall’autore e senza le censure e i rimaneggiamenti indebitamente apportati dai curatori delle precedenti edizioni. E così il vero Twain ha sbaragliato record e classifiche di vendita negli Usa, grazie al vulcanico racconto dei suoi ricordi a briglia sciolta, in barba a ogni ordine o cronologia, e soprattutto senza remore né riguardi per chicchessia. Forte dello straordinario successo ottenuto in America – oltre 400000 copie vendute e 42 settimane in classifica –, arriva oggi ai lettori italiani pubblicata da Donzelli Editore.

Share: