Professione Ghost Writer: leggere ad alta voce

Scritture&Scrittori By giugno 22, 2014 No Comments

paolo_nori_0029pic-webDa un’idea dello scrittore Paolo Nori nasce Questa è l’acqua, il Festival sonoro della letteratura, per riscoprire il valore della lettura ad alta voce (Reggio Emilia -16/19 luglio). Ben venga questa iniziativa, riconosciamo il piacere della lettura ad alta voce da praticare in solitudine, per se stessi, o in compagnia di altri, bambini o adulti che siano. È un esercizio che mi piace moltissimo e che trovo anche molto utile. Permette di cogliere la sonorità e il ritmo di un testo, ne aiuta la comprensione, suscita emozioni e stimola la memoria. Quando la situazione lo consente amo leggere ad alta voce e di regola, nell’ambito del mio lavoro di ghost writer, leggo e rileggo sempre a voce alta le storie che scrivo sulla base del racconto di un narratore. Non solo. Quando consegno degli scritti tengo particolarmente ad accompagnare la lettura di chi li riceve, di solito il proprietario della storia in essi narrata, con la mia voce. È un modo per far sentire il mio co-autore “a casa tra quelle pagine” valorizzando storia e testo insieme. Ottima quindi l’idea del Festival e speriamo che presto si pongano le basi per organizzare un archivio sonoro italiano a disposizione degli appassionati di letteratura, sul modello auspicato da Nori.

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Joy Division, Tutta la storia di Peter Hook

Biografie By giugno 19, 2014 No Comments

19 giugno 2014

Joy_Division-webUna storia diversa, uno sguardo onesto, diretto e di prima mano su una delle band più importanti di sempre. Joy Division, Tutta la storia di Peter Hook (Tsunami) racconta il percorso dei Joy Division, il modo in cui hanno cambiato il volto della musica. Pionieri della rivoluzione post-punk, con il loro sound oscuro, ipnotico e intenso hanno reinventato le regole del rock influenzando migliaia di band e artisti, da pesi massimi del calibro di U2, Morrissey, R.E.M. e Radiohead a intere generazioni di gruppi indie. Peter Hook, il loro leggendario bassista, mescola la propria autobiografia con la biografia della band e racconta le amicizie, i litigi, le divisioni; le prove e le registrazioni; i concerti andati bene e quelli finiti male; i personaggi sopra le righe, i dischi e ovviamente gli altri componenti del gruppo, come Ian Curtis, morto suicida nel 1980 proprio all’alba dell’atteso tour americano che avrebbe definitivamente consacrato i Joy Division.

 

 

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