Per guardare il mondo negli occhi ho bisogno delle lenti a contatto e di diverse paia di occhiali, per giunta di cognome faccio De Ciechi, un dato di fatto che ho accettato così come ho accettato che molti storpino detto cognome, che pure mi descrive a pennello,  in De Cechi, o Dececchi. Sorrido quando chi mi conosce finisce per prendermi in giro dicendo: “Ehi, Susanna, nomen omen!”, infatti la mia miopia, il mio essere orba, non è un disagio che vivo in privato, risulta evidente dai miei comportamenti. Tuttavia, se è vero che non si contano le ammaccature e gli sfrisi distribuiti  sulla carrozzeria della mia auto e che mi capita spesso di camminare inciampando in persone che conosco senza avere l’idea di chi siano, è anche vero che, nonostante i miei limiti, ho sempre letto tantissimo, e scritto, e non potrei pensare a una vita senza libri, meglio se di carta.

Tuttavia gli orbi, i ciecati per non dire dei guerci, riassunti in un politicamente corretto non vendenti o ipovendenti, non hanno vita facile nel soddisfare le esigenze di lettura.

Qualche volta, soprattutto in passato, mi è capitato di imbattermi in un libro che mi interessava, un titolo disponibile solo in una vecchia edizione che cercavo da tanto e che felicità averlo finalmente trovato! Un attimo dopo magari scoprivo che era stampato in caratteri tanto piccoli da indurmi a desistere dalla lettura. Per fortuna ora la stampa quasi sempre concede font in un corpo più che abbordabile, almeno per me, ma c’è chi ha problemi di vista gravi cui piace comunque leggere su carta, purtroppo i titoli per ipovedenti stampati con caratteri extralarge sono pochi e di difficile reperibilità, almeno da noi dove, a quanto so, non esistono librerie fisiche dedicate.

Altrove le cose vanno diversamente. Di recente due case editrici francesi hanno aperto una libreria specializzata a Parigi, zona Pantheon, si chiama la “Librairie des grands caractères”, un luogo pensato per concedere anche agli ipovedenti il lusso di una passeggiata tra i volumi, il piacere di toccare e respirare la carta. I potenziali clienti sono coloro che soffrono di patologie legate alla vista, a causa di malattie o dell’età. “Circa 1,5 milioni di francesi! Riceviamo chiamate ogni giorno e le associazioni riportano la notizia della nostra apertura. C’è una vera aspettativa “, dice Agnès Binsztok, editrice e libraia, che ricorda che anche le persone che soffrono di dislessia, dislessia e disturbi neurologici, usano queste edizioni.

I libri a disposizione sono pensati in ogni dettaglio: la carta è fatta in modo da non abbagliare, l’interlinea è studiata, il contrasto, mai eccessivo, anche e il carattere non è quello dei libri tradizionali ma uno ad hoc, chiamato Luciole. Laurette Uzan, responsabile della mediateca dell’associazione Valentin Haüy, un’associazione rivolta a non vedenti e ipovedenti, saluta con favore l’apertura della libreria ma lamenta che il catalogo, 600 titoli, è ancora troppo povero. Parlando di “editing adattato” a France Culture, editing che include anche audiolibri, libri in braille e libri digitali, spiega che “gli editori acquistano i diritti dei libri e possono pubblicarli in versioni adattate, ma purtroppo questa pratica soffre di una varietà troppo scarsa”.

Per quanto riguarda la situazione in Italia, non mi risulta che esistano librerie dedicate sul modello di quella francese. Da noi è possibile comunque trovare un catalogo minimale di titoli in cartaceo gestiti a caratteri grandi, oltre ovviamente ai libri in braille. In alternativa esiste una ricca selezione di audiolibri, uno strumento sempre più diffuso, ed è disponibile una serie di ebook certificati da Fondazione Lia (Libri Italiani Accessibili) con caratteristiche adatte a non vedenti e ipovedenti; ciascun ebook permette alla sintesi vocale di rispettare le regole di pronuncia e sillabazione della lingua del testo; permette l’ingrandimento dei caratteri del testo e la modifica dei colori e dei contrasti per il testo e lo sfondo; contiene un indice dei contenuti che permette l’accesso diretto a tutti i capitoli del testo tramite link; i titoli sono identificati come tali per favorire la navigazione; il contenuto segue un ordine di lettura logico e corretto. I rimandi di nota sono linkati e consentono di accedere alle note e ai siti esterni, se presenti; immagini, grafici, tabelle (e tutti gli altri contenuti non testuali) hanno una descrizione alternativa breve. Fondazione LIA si propone di affiancare gli editori e gli altri operatori del mondo dei contenuti digitali per ampliare il numero dei testi accessibili nei prossimi anni, dunque è il caso di dire che staremo a vedere! 🤓 🧐 😎

Più info:
https://catalogo.fondazionelia.org/
https://www.fondazionelia.org/

https://www.giornaledellalibreria.it/news-editori-tra-4-anni-tutti-i-libri-dovranno-essere-accessibili-ecco-come-fondazione-lia-aiuta-gli-editori-4315.html
http://www.letturagevolata.it/letturagevolata/lettura-alternativa/libri-a-grandi-caratteri

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