Nulla è facile, nulla e scontato nella scrittura di sé. Occorre essere consapevoli dell’avventura che si sta per intraprendere, misurarne gli effetti e mettere in conto le eventuali conseguenze…
L’arte poetica scarna ed essenziale di Louise Glück parla al nostro presente, la poetessa rende in poesia un significato collettivo delle sue esperienze. Ho scoperto la raccolta di poesie, l’Iris Selvatico per caso…
Quando inizio a scrivere un nuovo libro mi dimentico di tutto quello che ho intorno, e di questi tempi è una grande fortuna. Più il narratore e la storia sono complessi, più mi stimola la sfida…
Prendo spunto da un testo di Edoardo Zuccato, “Serve “sembrare scrittori” per esserlo?” uscito su l’Indiscreto, e faccio un passo di lato per un’ulteriore riflessione sulla dilagante voglia di scrivere di sé…
Lo schwa è un segno grafico che possiamo adottare al posto del plurale maschile indifferenziato per rivolgerci a una moltitudine di persone differenti: donne, uomini, appartenenti alla comunità LGBTQ+….
Non è mai facile parlare della violenza domestica, raccontare la cattiveria fine a se stessa, soprattutto quando a subirla sono i bambini che spesso faticano perfino a riconoscerla come tale e arrivano…
Per guardare il mondo negli occhi ho bisogno delle lenti a contatto e degli occhiali, da sempre leggo, meglio se in corpo 14, e scrivo per mestiere, infatti sono una ghostwriter. Dove trovo libri adatti ai ciecati come me?







