In questi giorni si fa un gran parlare del libro al top delle vendite che celebra la influencer di turno, la De Lellis, una onesta che ha dichiarato di non avere mai letto un tomo in vita sua, ma ha voluto raccontare delle corna subite dal compagno (Le corna stanno bene su tutto. Ma io stavo meglio senza! è il titolo). Va da sé che la storia su carta è frutto di un’altra penna, quella di una blogger che ha saputo confezionare un prodotto appetibile per il pubblico cui era destinato, in larga parte composto da non lettori, lo specchio della protagonista. Non ho letto il libro in questione e non lo leggerò, non è il mio genere, posso solo dire che la coppia De Lellis-Pulpo ha colto il risultato cui aspirava che non era quello di scrivere un’opera letteraria, piuttosto puntava a realizzare uno strumento di marketing efficace.

Intorno al caso sono nate mille polemiche, le critiche si sprecano, tuttavia di libri simili e altrettanto celebrati, sia pure solo per lo spazio di qualche settimana, ne vengono sfornati di continuo. Se il genere non piace, basta leggere altro.

Ci sono i libroidi, e questo è il caso della De Lellis, ci sono i libri e la Letteratura.

Per quanto mi riguarda, l’unico dato positivo e interessante riferito a questo “caso letterario de’ noantri” è l’avere dato evidenza alla figura del ghost writer.

Ci sono gli scrittori che per campare fanno un altro lavoro, l’impiegato, l’ingegnere, l’editor, il Maestro in qualche scuola di scrittura, oppure il ghost writer, una professione complicata di cui tanti parlano per sentito dire, senza nulla sapere, ignorando perfino che gli scrittori fantasma esistono dalla notte dei tempi – ne ho parlato qui – tanto che alcuni tra i capolavori più osannati sono il risultato del lavoro di colui che una volta veniva definito un negro (il termine risale ai tempi di Dumas che come è noto ne aveva assoldati diversi molto bravi per due lire).

Esistono tanti modi di fare il ghost writer. Occorre tenere conto che sia il livello di preparazione sia gli obiettivi dello scrittore che accetta di scrivere la storia di un altro possono essere differenti.

Do per scontato che chi scrive su commissione rispetti l’etica professionale, in più io aggiungo l’adozione di un codice di condotta che, lavorando come ghost writer, applico nella selezione delle collaborazioni cui do corso, finalizzate alla scrittura di un libro. Infatti quando scelgo le persone di cui scriverò la storia, una storia che mi deve interessare e coinvolgere, non ne faccio solo una questione di compenso anche se scrivo per mestiere.

Per esempio, respingo d’ufficio le richieste che mi vengono da genitori che vogliono scrivere la storia dei loro bambini prodigio (ne capitano più di quante si potrebbe pensare), dico no ai ragazzini cresciuti con l’idea che tutto si possa comprare e dai banchi del liceo mi contattano sperando che magari papà pagherà il libro. Scoraggio con un netto rifiuto le tante persone che la maggiore età l’hanno raggiunta e superata, ma non hanno ancora vissuto una storia degna di essere “pubblicata” (e a molti è solo questo che interessa) e/o pensano che pubblicare un libro consenta di realizzare lauti guadagni. C’è anche chi mi chiede di riscrivere in modo originale un testo plagiato, ne ho scritto qui. Valuto di caso in caso e, in relazione alle circostanze. Ad alcuni potenziali narratori, magari giovani che hanno già una storia e ci mettono il cuore, do sempre lo stesso suggerimento: se hai un sogno lotta per realizzarlo. Scrivere un libro non è un obbligo, tuttavia se senti la spinta a scrivere, se ti piace leggere, cerca un bravo Maestro e vai a bottega per fare tuoi gli strumenti del mestiere dello scrittore e poi prova a scrivere, magari cominciando dalla tua storia.  Ovviamente mi è capitato di dire no anche a qualche personaggio, un “famoso dei giorni nostri”, non per supponenza. Semplicemente io cerco altro.

Nella scrittura, che è il mio lavoro, so che posso trovare diversi tipi di soddisfazione.
A me piace scandagliare l’animo umano, conoscere, confrontarmi, imparare, navigare dentro storie che mi portino ad attraversare confini sconosciuti. Qualche volta, quando l’incontro tra il narratore e la scrittrice è quello giusto, il sogno di un viaggio straordinario si avvera per tutti e due.

I soldi fanno girare il mondo, il nostro in particolare, ma alle buone storie e alla scrittura occorre portare rispetto.

 

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Scrivere di sé Vs scrivere un romanzo autobiografico-1°parte

Scrivere di sé Vs scrivere un romanzo autobiografico-2°parte

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Scrivere un libro in due: io, ghostwriter, ascolto al tua voce

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