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Scritture&Scrittori

Professione ghost writer: da L’amaca di Serra

Scritture&Scrittori By Maggio 18, 2015 No Comments

serra-16-maggio--web“VIVA l’innovazione, il libro elettronico, il print on demand (si stampano solo le copie acquistate e si evitano le valanghe di resi), il fecondo rapporto tra nuove tecnologie e cultura. Ma mette un brivido sentire (intervistato su Radiorai) non so quale boss di Amazon sentenziare che in un futuro prossimo «a decidere quali libri stampare e quali no saranno le community dei lettori, non gli editori». In apparenza è un allargamento “democratico” delle decisioni, un colpo all’elitarismo intellettuale. In sostanza, è il definitivo asservimento della cultura ai gusti di (presunte) maggioranze, e fa venire in mente l’aforisma di Marcello Marchesi sulla società di massa: «mangiate merda, miliardi di mosche non possono avere torto». La dittatura del mercato incarna il sogno del signor Amazon ma anche l’incubo delle minoranze, dei curiosi, degli irrequieti, o più semplicemente dei veri innovatori (che faranno le fortune future anche di Amazon). Il rischio intellettuale non è vidimabile da una serie di “mi piace”. L’attuale, imperfettissimo sistema editoriale va da scemenzuole di successo come le Sfumature di grigio a splendidi e sparuti libri di poesia, con tutta la gamma intermedia. Mi chiedo quale “community” sarebbe in grado di scegliere, e di sbagliare, con tanta libertà e con tanta varietà. Il conformismo è la via più rapida, feroce ed efficace per distruggere pensiero e poesia. Per saperlo bisognerebbe — per esempio — leggere Álvaro Mutis. Ma la “community” di riferimento del signor Amazon terrebbe in catalogo Álvaro Mutis?” Da La Repubblica del 16/05/2015

Capisco il ragionamento di Serra, ma non concordo. Penso che ognuno potrà trovare il proprio spazio attraverso percorsi nuovi e diversi. L’editoria si sta trasformando, il settore sta attraversando una vera e propria rivoluzione. Quando l’orizzonte tornerà a schiarirsi e il polverone decanterà, scopriremo che qualche nuovo alberello è spuntato tra le macerie. Penso anche che nulla vieti agli estimatori della poesia, di Álvaro Mutis o di chicchessia, di costituire la propria comunità. La vera sfida, forse, sta nell’indirizzare i giovani a essere curiosi fuori dagli schemi. E questo dovrebbe essere uno dei compiti della scuola.

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Professione ghost writer: cos’è la non fiction

Scritture&Scrittori By Maggio 13, 2015 No Comments

fotohomepage3-per-fb-webCos’è la non fiction? Forse tutto ciò che non rientra nella definizione di romanzo fino a intendere anche ciò che è privo di trama? Andrea Bolzonella osserva come in tale definizione rientrino una quantità di opere differenti tra loro e di genere molto diverso – vedi http://www.sulromanzo.it/blog/che-cos-e-la-non-fiction di cui consiglio la lettura. L’articolo si conclude con un invito, infatti, Bolzonella suggerisce: “chiedetevi cosa vi trasmette la parola non-fiction, che idea ne avete; chiedetevi se il confine tra finzione letteraria e realtà oggettiva è chiaro e definito; domandatevi cosa rappresentano per voi concetti come “trama”, “personaggi”, “storia vera”. I libri che scrivo narrano le storie vere di altri e rientrano di diritto nel genere non fiction. Per me, che in qualità di ghost writer li condivido con i miei narratori, ovvero con le persone che mi raccontano le storie che scrivo, sono sempre frutto di grande emozione, l’occasione di imparare cose nuove, di acquisire amicizie inaspettate e preziose. Il modo per entrare in mondi diversi dal mio attraverso percorsi che allargano i miei orizzonti. Le storie vere e straordinarie di persone comuni, uomini e donne in cui possiamo riconoscerci, si snodano sul filo di trame che a volte rischiano di parere perfino inverosimili eppure sono autentiche come autentici sono i personaggi, pieni di limiti e ambiguità, talvolta negativi, magari antipatici, turbolenti così come li percepisco nel modo in cui mi rendono partecipe della loro storia. Qual è il limite tra finzione letteraria e realtà oggettiva? Per me esattamente quello indicato da Gabriel Garcia Marquez: “La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda per raccontarla”.

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Libri&musica: colonna sonora di #ioleggoperché

Scritture&Scrittori By Aprile 19, 2015 No Comments

ImmagineBersani-ok-webSamuele Bersani ha composto e interpretato con Pacifico la canzone “Le storie che non conosci”, la colonna sonora di #ioleggoperché, il progetto nazionale di promozione del libro e della lettura organizzato dall’AIE. “Una storia che non conosci non è mai di seconda mano / è come un viaggio improvvisato a chilometraggio illimitato / una storia in cui tu ti specchi con i tuoi occhi da marziano / e’ come una lanterna magica che non si ferma”, cita il testo chimerico: è la storia di un libro che attraverso la sua vita racconta i mari dell’immaginazione. È un corpo di carta che assorbe un tempo indeterminato e l’esperienza dei vissuti umani. Un libro che racconta una storia sempre nuova per chi lo scopre. Ad accompagnare l’uscita di “Le storie che non conosci”, un video firmato da AreaVideo. Si tratta di un vero e proprio slogan per tutta la campagna di promozione del progetto, che gli artisti hanno realizzato a titolo gratuito. “Le storie che non conosci non sono mai di seconda mano” è la frase-ritornello che nel finale chiude la canzone, cantata da Francesco Guccini: il grande omaggio di uno straordinario cantautore, che ha deciso di tornare eccezionalmente a cantare solo “per amore dei libri”. Dal 10 aprile la canzone è scaricabile su tutti gli store digitali: il ricavato sarà interamente devoluto in beneficenza alla Fondazione LIA www.fondazionelia.org per finanziare laboratori di lettura per bambini non vedenti e ipovedenti a Bologna.

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Letture&lettori: l’Europa vuole l’Iva al 4% per gli e-book

Scritture&Scrittori By Marzo 25, 2015 No Comments

ebook-reader-libri-120203140210_medium-webIn disaccordo con la decisione europea, I ministri della cultura Dario Franceschini, Fleur Pellerin (Francia), Monika Grutters (Germania) e Malgorzata Omnilanowska (Polonia) hanno redatto una dichiarazione congiunta nella quale ribadiscono che a definire il libro è il contenuto e non la forma o il modo con il quale il lettore accede ad essi. Ancora meglio hanno allargato la proposta per sollecitare l’Europa a consentire aliquote Iva ridotte per tutti i libri, siano essi a stampa o digitali e affinché ponga in atto una strategia «per promuovere un più ampio accesso alla conoscenza, alla cultura e alla promozione della diversità culturale. Attraverso l’inclusione di questa evoluzione nella strategia europea, da noi fortemente sostenuta e difesa, si porrà fine alla discriminazione ingiustificata nei confronti degli e-books».

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Joan Baez, un concerto della memoria

Scritture&Scrittori By Marzo 14, 2015 No Comments

tmax600x480_2365429721_JOAN_BAEZ-6-webÈ stato un caso, mi ha invitato un’amica: “Ho due biglietti a disposizione”. “Okkei – ci siamo dette -. Allora si va per forza!”. Però non eravamo troppo convinte di assistere al concerto di Joan Baez, settantaquattro anni, di giovedì scorso a Milano.  A posteriori riconosco che la mia mancanza d’entusiasmo era immotivata. All’inizio ritrovarmi confusa in mezzo a un pubblico composto quasi esclusivamente da pantere grigie (dopo i sessanta) e qualche diversamente green (dopo i cinquanta), mi ha dato un po’ di disagio. La mia età è nella media, ma continuo a sentirmi una ragazza, dentro. Poi, quando è arrivata Joan ed è iniziato il concerto tutti sono tornati giovani all’improvviso, immersi in un tempo diverso e lontano. La voce della Baez, le canzoni che ha proposto, hanno suscitato una struggente nostalgia, ma l’usignolo di Woodstock con la lunga sciarpa rossa ha trasmesso anche molta energia. Il suo impegno a favore dei diritti civili e della pace è confermato nella selezione delle canzoni che spesso ha introdotto in italiano, leggendo da un foglio. “Questa canzone è dedicata alla gente coraggiosa della Val di Susa” ha detto a un certo punto e ha attaccato Joe Hill, il pezzo sull’attivista americano giustiziato cent’anni fa, quello che Baez ha interpretato a Woodstock e che ora è diventato un inno per i No Tav. Tra i brani proposti God is god, C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, Farewell, Angelina, It’s all over now, baby blue, Un mondo d’amore e Blowin’ in the wind. Pubblico caldissimo, tifo da stadio.

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E-book allo Strega

Scritture&Scrittori By Marzo 11, 2015 No Comments

32805320_un-iniziativa-per-il-premio-strega-hashtag-webBen venga l’iniziativa di Luca Fadda, che chiede l’ammissione dei libri in formato digitale al premio Strega, Gli e-book sono libri a tutti gli effetti e la loro diffusione è destinata a crescere. Il futuro è fatto di libri digitali e libri di carta, questo è certo, anche se è difficile ipotizzare come si divideranno il mercato. Del resto possiamo pensare che, allo stesso modo, in futuro coesisteranno gli editori tradizionali grandi, medi e piccoli e si faranno avanti i micro-editori, intesi come gli auto-pubblicati per scelta che, in modo autonomo, proporranno opere di qualità.

Per diffondere l’iniziativa di Fadda l’hashtag #StregaDigitale, altre info su http://www.blog.lucafadda.it/

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#Un libro è un libro? Forse no – Iva ebook e Corte Giustizia UE

Scritture&Scrittori By Marzo 8, 2015 No Comments

e-book-libri-digitali-webPer primi si erano mossi Francia e Lussemburgo per attribuire agli e-book lo status di libro a tutti gli effetti, l’Italia si era accodata con la campagna #UnLibroèUnLibro, sostenuta anche dal Ministro dei Beni Culturali Franceschini. Ora la Corte di Giustizia Europea ha sentenziato che gli e-book sono servizi elettronici quindi l’Iva agevolata non è applicabile. Francia e Lussemburgo dovranno ripristinare l’IVA corretta sugli eBook ed è facile immaginare che a noi toccherà la stessa sorte. La risposta degli editori italiani e delle altre associazioni europee e internazionali alla sentenza della Corte di Giustizia UE che condanna la Francia per aver equiparato l’IVA tra libri ed ebook è una lettera aperta al presidente della Commissione Junker, al presidente del Parlamento europeo Schultz e al presidente del Consiglio europeo Tusk affinché si intervenga sulla direttiva comunitaria per eliminare la stortura che penalizza lo sviluppo del libro e della lettura nell’intero continente. Un testo proposto dalla Federazione degli Editori Europei (FEP), dalla Federazione delle associazioni europee degli scrittori (EWC) e dalla Federazione europea e internazionale dei librai (EIBF)e sottoscritto dal presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo: “Noi, rappresentanti del mondo del libro, siamo fermamente convinti – recita il testo della lettera – che il valore di un libro non dipenda dal suo formato o dal modo in cui i lettori vi accedano. Per questo sollecitiamo la UE ad agire rapidamente per modificare la legislazione in materia, per consentirne l’adeguamento al progresso tecnologico e per rimuovere un serio ostacolo allo sviluppo del mercato e-book. Un’iniziativa della Commissione in questa direzione si inserirebbe nel suo programma di lavoro in cui si afferma che “le barriere al digitale sono barriere all’occupazione, alla crescita e al progresso”. “L’Italia ha già fatto la propria scelta verso una equiparazione delle forme di lettura – ha commentato Polillo- ma da cittadini ed imprenditori europei pretendiamo che anche l’UE affronti la questione in maniera definitiva consentendo agli Stati membri di sancire una verità a nostro avviso inconfutabile: un libro è un libro”. (http://www.aie.it)

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