Ha un’impronta ben definita il fenomeno delle biografie di personaggi noti che fanno mercato per gli editori e marketing per se stessi. Lo ha definito in ogni dettaglio Enrico Sisti su La Repubblica.it, sostenendo che il fine ultimo di queste biografie è semplice: “Per vendere o per essere ricordati il più a lungo possibile? Entrambe le cose probabilmente”, attraverso il racconto de “La propria storia riveduta e corretta, come fosse un “selfie” gigante, ritoccato quanto basta” e “Ovviamente il biografo può anche essere ‘non autorizzato’, ma cambia poco perché in notorietà ci guadagnano tutti”. Anche in questi casi la figura del ghost writer ha un ruolo centrale perché, come sottolinea Sisti, “Se non hai la forza o le capacità di scrivere da solo la tua storia, è sufficiente (si fa per dire) affidarsi a un talento degli effetti speciali”. L’articolo di Enrico Sisti al link: http://www.repubblica.it/rubriche/la-storia/2014/12/07/news/biografie_pruzzo_e_altri-102360720/
Sono d’accordo con quanto scrive Sasha Perugini in un articolo pubblicato su huffingtonpost.it sul tema dell’autobiografia. La Perugini sostiene che, per le persone comuni, “L’autobiografia è – narcisismo a parte – una forma di ribellione a un costume sociale troppo stretto o che si percepisce come castrante e giudicante”. Faccio la ghost writer e sulla base della mia esperienza posso dire che narrare della propria vita ha un effetto liberatorio, permette di conoscersi meglio, per alcuni è una forma di riscatto. È un modo per rimettersi in pari con se stessi. Certo non è alla portata di tutti sotto diversi aspetti, ma questo è un altro discorso. Comunque è vero: la voglia di “scrivere l’autobiografia” cresce anche tra le persone comuni. Consiglio la lettura dell’articolo di Sasha Perugini. Vedi link: http://www.huffingtonpost.it/sasha-perugini/voglia-scrivere-autobiografia-comprensibile_b_6128086.html
Grazie a un’amica che me ne ha parlato, ho scoperto la storia di Davide Ruffinengo, già libraio in quel di Asti, che ha deciso di seguire i clienti con la formula del personal reader. Il metodo è lo stesso del personal shopper però applicato ai libri. Ha inventato la libreria che viene a casa vostra, quando voi invitate magari anche degli amici, così ha l’occasione di farsi conoscere e parlare a più persone illustrando una selezione di libri accuratamente meditata. L’iniziativa ha avuto tanto successo che ora gli inviti fioccano anche da parte di associazioni, festival oltre ad avere dato l’avvio a un coinvolgimento teatrale. Davide Ruffinengo con un suo omonimo amante dei libri, Davide Ferraris, ha aperto una libreria fisica “Therese”, in Corso Belgio a Torino, in un quartiere in cui non era presente alcuna libreria. Il nome è un omaggio alla Therese di Auto da fé di Elias Canetti, la governante di Peter Kein che vive immerso nei tanti volumi della sua biblioteca. Nel 2012 dalla libreria sono nati l’iniziativa Profumi per la mente che vuole portare i libri direttamente alla gente e Il libraio suona sempre due volte, edito da MarcosyMarcos, che racconta la storia dei due librai che, partendo da esperienze diverse, hanno inventato la nuova formula in cui “raccontano i libri” per venderli. Il libraio suona sempre due volte è pure il titolo di uno spettacolo che va in scena nei teatri, nei festival letterari, nelle scuole, ma anche nei negozi, presso le attività artigianali, in cui Davide&Davide raccontano sempre di storie legate ai libri che più li hanno colpiti.
Libreria Therese – Corso Belgio 49 -Torino
http://www.libreriatherese.it
Il 4 dicembre a Più libri più liberi, Fiera nazionale della piccola e media editoria (Roma, 4-8 dicembre) viene presentata l’indagine Nielsen con un focus sulla piccola e media editoria. I risultati indicano che migliora il trend del mercato complessivo del libro di carta nel 2014, anche se il segno resta meno. A fine ottobre si registra infatti un -4.6% di fatturato (circa 43 milioni di euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2013 nei canali trade, cioè librerie, online, grande distribuzione – sono esclusi gli ebook): è ancora un segno meno, ma grazie alla timida ripresa estiva, in leggero recupero rispetto al -5.3% dei primi tre mesi dell’anno. Le copie di libri di carta venduti nei primi dieci mesi del 2014 segnano invece un -7.1% (pari a circa 5.5milioni di copie vendute in meno rispetto allo stesso periodo del 2013). La ricerca – condotta da Nielsen su un campione omogeneo di circa 400 editori espositori di Più libri più liberi, a confronto con l’andamento più generale dei canali trade – sarà la base per fornire una fotografia del mercato del libro della piccola e media editoria.
“Qualche tempo fa, in un’intervista, mi hanno chiesto cosa volesse dire essere italiano, io ho risposto che significava sapersi adattare nel miglior modo possibile agli ambienti ostili. Allora non avevo capito che, come Gaber, non mi sentivo italiano e che non potevo rispondere nulla. Ma se dovessi raccontare come mi sembrano gli italiani direi che sono uomini che hanno associato l’amore e il disprezzo: che non sanno più amare senza anche disprezzare il vicino”. Filippo Nicosia
Avevo già scritto di Filippo Nicosia che con la sua libreria itinerante, tra mille vicissitudini, è riuscito a distribuire libri viaggiando per l’Italia. Oggi dichiara di avere messo la parola fine a quest’avventura che non intende ripetere in futuro. Non abbandona però il mondo dei libri, anzi, la sua passione prende casa in una libreria bistrot e, come dice lui, diventa un libraio normale. La sua lettera di commiato mi ha colpito. Ci sono molte verità su cui riflettere e vi invito a leggerla al link: http://www.pianissimolibrisullastrada.it/. Troviamo modi nuovi e diversi per far scoprire ai non lettori citati da Filippo il valore e la bellezza della lettura, facciamolo con passione, senza supponenza. Se ci impegneremo con tenacia potremo cogliere l’obiettivo. Oggi, invece, facciamo poco o niente e diamo per scontato che la battaglia sia persa in partenza. Domandiamoci con umiltà se non siamo noi a sbagliare.
Il giorno dopo l’evento Sogni Possibili organizzato da Donna Moderna nell’ambito di Bookcity Milano va un grazie sentito alle bravissime giornaliste Donatella Gianforma, Barbara Rachetti e Alice Barrese che mi hanno offerto l’occasione di spiegare in cosa consiste la mia attività di ghost writer a un pubblico davvero molto attento. Inoltre ho potuto dare una dimostrazione pratica di ciò che accade nel corso del primo approccio con il cliente narratore. Hanno fatto da cavie per l’esperimento Silvia Calvi e Silvio Suppa che ringrazio per la disponibilità. Ognuno di loro mi ha raccontato una storia, un problema che desiderava risolvere attraverso il ricorso a un messaggio scritto. Per ciascuno ho improvvisato i punti essenziali di una proposta: nel primo caso una lettera d’amore, nel secondo un racconto dedicato a un parente, un’attenzione destinata solo a quelle persone che per noi sono davvero speciali. Un piccolo saggio di come, in una diversa dimensione, possono nascere autobiografie, memoir, romanzi realizzati a quattro mani. Nella foto con me, Silvia Calvi.
Il racconto autobiografico, il memoir, sono forme di scrittura su cui si basa gran parte del mio lavoro di scrittore fantasma. Una persona si affida a me perché io traduca i fatti che compongono la storia della sua vita…

